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Biografia

Riccardo Micheletti nasce a Roasio (VC) il 18 marzo 1922 e muore a Borgosesia (VC) il 14 febbraio 1998.

Studia pittura presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino sotto la guida dei maestri Felice Casorati, Cesare Maggi ed Enrico Paolucci e frequenta le lezioni di architettura di Armando Titta.

Espone per la prima volta a Biella alla Galleria Leonardo da Vinci nel 1945, personale presentata dal maestro Luigi Boffa Tarlatta.

Nel febbraio del 1948, rispondendo a una congenita aspirazione (il padre aveva trascorso più di 20 anni nell’Africa Occidentale all’inizio del novecento), parte per la Nigeria dove vivrà fino al 1982, anno in cui rientra definitivamente in Italia, stabilendosi a Borgosesia.

Questa lunga permanenza in Nigeria, lontano dalle correnti artistiche del tempo, influirà in modo determinante sull’evoluzione di una sua tecnica e tavolozza del tutto personale che “sfugge all’etichetta con prorompente immediatezza” (Gabriele Mandel 1985).

La sua tavolozza passa dai cromatismi del Piemonte ai colori vivi, accesi dell’Africa. Già negli anni ’60 dicevano della sua pittura: “un vivido colore e un tocco impressionistico caratterizzano i suoi paesaggi e le sue figure” (Marziano Bernardi 1961); “la forza cromatica e l’impeto della spatola costruttiva forte in una libertà di tocco tutto suo… un’atmosfera piacevolmente colorata che trova giustificazione nell’ambiente di sole mescolato al color delle cose, con un’impressione di calore e di vita violenta che sono Nigeria” (Luigi Carluccio 1961).

Nel 1985, in occasione della Mostra “Piemonte in Africa, Riccardo Micheletti”, organizzata al Circolo degli Artisti - Palazzo Graneri di Torino dall’Assessorato per la Cultura della Regione Piemonte, tenutasi dal 19 aprile al 5 maggio, Gabriele Mandel commentava “Riccardo Micheletti... è spontaneo, passionale e candido come lo era Gauguin. Troviamo nella sua pittura un qualcosa di immediatamente presente non catalogabile… Egli dipinge con occhi pieni di colori e luci… e il suo amore… filtra l’immagine, la ridimensiona, la modifica. Un amore dell’Africa come della sua terra di Piemonte spontaneo, non sofisticato”.

In Nigeria, oltre a coltivare la passione per la pittura, ha avuto l’occasione di esprimere la sua innata vena artistica anche attraverso la scultura, l’architettura e l’insegnamento. Inoltre i suoi interessi antropologici oltre che artistici lo portano a ricercare e collezionare oggetti di arte tribale e di uso comune delle varie etnie.

Grazie alla sua fama artistica:

  • A Gusau, per i Padri Domenicani degli Stati Uniti, progetta, nella prima metà degli anni ’50, la Chiesa Cattolica, l’Edificio Scolastico e il Complesso Ospedaliero per la maternità. Scolpisce l’altare della chiesa e ripara una ventina di statue giunte dall’Italia in frantumi. Successivamente esegue per la Chiesa Cattolica di Malunfasci la Via Crucis e due dipinti di grandi dimensioni raffiguranti l’Ultima Cena e l’Ascensione.

  • A Lagos, il British Council organizza una mostra di alcuni suoi dipinti all’Exibition Center, per la prima volta nel 1953 e successivamente nel 1965.

  • A Kaduna, lo United States Information Service gli riserva una mostra personale di dipinti e disegni nel 1962.

  • A Kano, il British Council organizza una mostra personale di suoi dipinti nel 1960 e successivamente nel 1966 e nel 1975.

  • Il London College of Applied Science gli conferisce il Diploma di Professore Onorario di Scienze nel Disegno e nella Storia dell’Arte il 16 novembre 1966.

  • L’Istituto Culturale dell’Ambasciata Italiana in Nigeria gli organizza una mostra personale di quadri e sculture nel 1968 e successivamente nel 1973.

  • L’Ambasciata Italiana in Nigeria gli commissiona il busto del Generale Yakubu Gowon, all’epoca Capo di Stato della Nigeria, nell’aprile 1968 quale omaggio dell’Italia al Generale stesso.

  •  L’Ambasciata Italiana in Nigeria lo nomina Attachè dell’Istituto Culturale Italiano – Sezione delle Belle Arti dello Stato di Kano il 30 gennaio 1969.

  • Il Ministero dell’Educazione dello Stato di Kano gli conferisce la Cattedra di Pittura e Storia dell’Arte presso l’Università Amadu Bello di Kano il 1° luglio 1969. In seguito, per l’intervento personale del Governatore di Kano, Alhaji Audu Bako, passa al Ministero degli Affari Interni e dell’Informazione quale Senior Art Officer e ne dirige la Sezione Artistica fino al 9 ottobre 1975. Nel corso di questo suo incarico gli vengono commissionate la Statua del Soldier of Peace che verrà ufficialmente installata a Idunmota - Lagos nel novembre 1970, nonché i busti e ritratti di vari Emiri, Governatori e Ministri tra cui il busto di Sir Alhaji Abubakar Tafawa Balewa, Primo Ministro della Nigeria Indipendente.

  • L’Ambasciatore Italiano in Nigeria lo nomina Corrispondente Consolare dell’Ambasciata Italiana per lo Stato di Kano il 24 settembre 1973.

  • Il Direttore dell’Istituto Culturale dell’Ambasciata Italiana in Nigeria organizza una mostra personale dei suoi dipinti dal 17 al 24 dicembre 1973. Alla cerimonia di apertura, Riccardo Micheletti viene introdotto dal Commissario Federale per l’Informazione Alhaji Umaru Dikko.  
      
  • Il Ministero Federale Nigeriano dell’Informazione nel 1979-1980 gli acquista 5 grandi dipinti e nel 1981 gli viene riservata una sala di esposizione permanente presso la Galleria Nazionale di Arte Moderna di Lagos.

 

Durante i suoi brevi periodi di momentaneo rientro in Italia coglie l’occasione per presentare al pubblico italiano alcune delle sue opere attraverso mostre personali.

Dopo il definitivo rientro in Italia nel 1982, fino a poco prima della sua morte, continua a dedicarsi alla pittura e alla scultura, ritraendo paesaggi del Piemonte, figure e nature morte interpretati però con i “colori e la luce della Nigeria” che ha ancora negli occhi. Sono proprio il ricordo e le emozioni immaganizzate in quelle terre lontane che lo portano anche a dipingere e a scolpire ancora soggetti dell’Africa.

Era solito dire di se stesso “dipingo per la necessità profonda che sento in me e la soddisfazione che ne traggo”.

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Riccardo Micheletti nel suo studio, di fronte a alcuni oggetti raccolti in Nigeria. Fotografia del 1974.
Riccardo Micheletti nel suo studio, di fronte a alcuni oggetti raccolti in Nigeria. Fotografia del 1974.
Autoritratto, Sokoto 1948
Autoritratto, Sokoto 1948
Autoritratto, Kano, 1967
Autoritratto, Kano, 1967
Riccardo Micheletti all’inaugurazione della Personale a Kano nel 1969 con il Ministro dell’Informazione dello Stato di Kano, Alhaji Tanko Yakasai.
Riccardo Micheletti all’inaugurazione della Personale a Kano nel 1969 con il Ministro dell’Informazione dello Stato di Kano, Alhaji Tanko Yakasai.
Estratto di un articolo su Riccardo Micheletti comparso sul Nigerian Morning Post dell’ottobre 1968
Estratto di un articolo su Riccardo Micheletti comparso sul Nigerian Morning Post dell’ottobre 1968
Riccardo Micheletti a Kano intento a terminare la statua del “Soldjer of Peace” che verrà poi installata a Lagos nel 1970.
Riccardo Micheletti a Kano intento a terminare la statua del “Soldjer of Peace” che verrà poi installata a Lagos nel 1970.
Presentazione al Generale Yakubu Gowon, l’allora Capo di Stato della Nigeria, del suo busto eseguito da Riccardo Micheletti nel 1969.
Presentazione al Generale Yakubu Gowon, l’allora Capo di Stato della Nigeria, del suo busto eseguito da Riccardo Micheletti nel 1969.
Il Generale Yakubu Gowon, l’allora Capo di Stato della Nigeria, si complimenta con Riccardo Micheletti, 1969.
Il Generale Yakubu Gowon, l’allora Capo di Stato della Nigeria, si complimenta con Riccardo Micheletti, 1969.
Estratto di un articolo comparso sulla Gazzetta del Popolo del 1969.
Estratto di un articolo comparso sulla Gazzetta del Popolo del 1969.
Estratto da un articolo comparso su una pubblicazione italiana del 1972.
Estratto da un articolo comparso su una pubblicazione italiana del 1972.
Estratto di un articolo comparso nella sezione dedicata all’arte della rivista Stop nel 1969
Estratto di un articolo comparso nella sezione dedicata all’arte della rivista Stop nel 1969
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